Chi sono

Piacere, sono Deborah

logopedista dal 2014 e negli anni il mio percorso professionale mi ha portata a concentrarmi sempre di più sulla motricità e sulle funzioni orali, dalla nascita all'età adulta.

Mi piace osservare ciò che accade nella sua complessità, ascoltare la storia della persona e cercare di capire come una funzione si inserisca nella sua vita quotidiana.

In quello che faccio porto ciò in cui credo

Credo nell'ascolto, nel rispetto dei tempi e nella possibilità di costruire percorsi personalizzati, senza giudizio e senza la necessità di fare sempre qualcosa.

Credo nell'importanza di spiegare ciò che osservo, di condividere le informazioni e di rendere la persona autonoma nel comprendere ciò che le sta accadendo.

Credo fortemente nell’onestà, nella sostenibilità (in tutte le sue sfaccecttature) e nella flessibilità.

Sono valori che fanno parte del mio modo di vivere e che inevitabilmente entrano anche nel mio lavoro: perché per me essere professionista significa avere competenze, ma anche saperle mettere al servizio della persona che si affida a me.

La mia formazione

Dopo la laurea in Logopedia ho continuato a formarmi, approfondendo progressivamente la motricità orofacciale e le funzioni orali.

Ho frequentato l'Alta Formazione in Motricità Orofacciale presso LogosAcademy e percorsi formativi con professionisti del settore, tra cui Claudia Ferreira.

Negli ultimi anni ho scelto di dedicare una parte importante della mia formazione alle funzioni orali del neonatǝ e del primo anno di vita, un ambito che sento sempre più vicino al mio modo di intendere la professione.

Sono anche mamma di due bambini e anch'io mi sono trovata a vivere in prima persona alcune difficoltà legate all'alimentazione dei miei figli e a cercare risposte in un momento della vita in cui avrei avuto bisogno, prima di tutto, di informazioni e di qualcuno che mi aiutasse a comprendere.

Quelle esperienze non sostituiscono la mia formazione, ma hanno dato un significato ancora più concreto a una domanda che già apparteneva al mio percorso professionale:

cosa possiamo conoscere e osservare prima, per poter fare scelte più consapevoli?

Perché oggi parlo tanto di prevenzione

Nei primi mesi di vita molte funzioni orali stanno iniziando a organizzarsi. Osservarle e accompagnarle quando serve può significare intervenire in modo precoce, ma soprattutto comprendere prima ciò che sta accadendo e fare scelte più consapevoli.

Per me prevenire significa avere informazioni affidabili, sapere cosa osservare e poter chiedere aiuto quando nasce una domanda.

È anche per questo che ho creato il blog e la newsletter di Sorrisi Unici: perché credo che la prevenzione possa iniziare molto prima di una visita, anche da una buona informazione.

Gli aspetti che mi guidano nella mia vita e nel lavoro

Gentilezza: essenziale, non solo nelle nostre azioni quotidiane, ma anche nel modo in cui ci relazioniamo con gli altri. È attraverso la gentilezza che possiamo costruire legami sinceri e sani, e creare un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e compresi.

Flessibilità: una risorsa fondamentale. Mettersi in discussione e avere il diritto di cambiare idea, direzione o percorso non è segno di debolezza, ma di coraggio e apertura. La possibilità di evolvere e adattarsi alle circostanze è una forza, non una limitazione.

Collaborazione: a discapito della competizione. Nel mondo c'è spazio per tutti, e ognuno di noi ha qualcosa di unico e speciale da offrire. Quando collaboriamo, non solo arricchiamo gli altri, ma innalziamo anche la nostra stessa competenza, creando qualcosa di più grande insieme.

Poter sbagliare: l'errore non è un fallimento, ma la prova che abbiamo agito. Ogni errore è un'opportunità per imparare e migliorare, un passo necessario nel nostro percorso di crescita.

Condivisione della vulnerabilità: un passo importante per creare connessioni autentiche. Quando mostriamo la nostra vulnerabilità, non solo ci permettiamo di sentirci più vicini agli altri, ma offriamo anche agli altri la possibilità di riconoscersi e sentirsi meno soli nelle proprie difficoltà. Ma quanto è difficile…