Ciuccio e sviluppo della bocca
Come fa il ciuccio a influenzare la crescita della bocca?
Il ciuccio è uno di quegli oggetti che entrano nella vita di quasi tutte le famiglie.
Consola, calma, aiuta il sonno, accompagna momenti di fatica.
E sono l’ultima persona che lo demonizza.
Io stessa l’ho usato da bambina, e anche i miei figli lo hanno usato. Senza conseguenze evidenti rispetto allo sviluppo del viso o delle funzioni.
Se si può evitare, è un bene, certo. Ma tante volte è d’aiuto.
Il punto fondamentale, quella che sposta l’ago della bilancia tra l’avere ripercussioni o no è come, quanto e per quanto tempo viene usato.
Per capirlo, dobbiamo partire da una domanda:
perché il ciuccio ha un impatto sulla bocca?
La bocca cresce sotto l’effetto delle forze
Il volto del neonatə, così come tutto il suo corpo, cresce sotto l’azione di forze continue.
Sono forze piccole, spesso invisibili, ma costanti.
Muscoli, lingua, labbra, guance, respirazione, posizione della mandibola: tutto contribuisce a modellare la forma della bocca e del viso.
Una forza anche lieve, se applicata in modo continuativo, può modificare la crescita.
Un esempio molto concreto?
Pensiamo agli apparecchi ortodontici.
Le forze applicate ai denti sono minime, assolutamente delicate, eppure, nel tempo, riescono a spostarli in modo significativo.
Non servono forze “forti”.
Serve continuità.
È lo stesso principio per cui, nella storia dell’uomo, popolazioni che per generazioni hanno portato carichi sulla testa hanno sviluppato adattamenti posturali e scheletrici specifici.
La biologia risponde alle forze ripetute.
Il corpo si adatta sempre a ciò che vive più spesso.
Ed è esattamente ciò che accade anche nella bocca di un bambinə.
Cosa succede quando il ciuccio è in bocca
Quando il bambinə tiene il ciuccio in bocca, questo occupa uno spazio e introduce una forza meccanica costante.
Le evidenze biomeccaniche (cioè lo studio di come le forze agiscono sul corpo) più recenti mostrano chiaramente che la forma del ciuccio modifica la distribuzione delle pressioni su palato e lingua.
In particolare, il ciuccio può:
spingere il palato verso l’alto;
tenere la lingua in basso;
mantenere la bocca leggermente aperta;
esercitare pressioni sulle gengive anteriori;
favorire uno spazio aperto davanti (morso aperto anteriore).
Uno studio tutto italiano (Levrini, Paracchini, Ricci et al.) del 2025 mostra proprio questo: diversi modelli di ciuccio producono pressioni diverse sul palato, alcune più concentrate nella parte anteriore, altre distribuite lateralmente.
Questo è fondamentale perché il palato non è solo “il tetto della bocca”.
Il palato è anche il pavimento del naso.
Quando cresce più stretto e più alto, può influenzare anche il modo in cui il bambinə respira.
Se il pavimento del naso è più stretto passerà meno aria e il bambinə sarà portato nel tempo a respirare dalla bocca.
Cosa succede se c’è un palato alto?
Le conseguenze dell’avere un palato alto possono coinvolgere più aspetti dello sviluppo.
1. La lingua fa più fatica a stare in alto
La lingua ha bisogno di appoggiarsi comodamente al palato per svolgere bene le sue funzioni:
respirazione nasale;
deglutizione;
sviluppo dei suoni linguistici;
stabilità mandibolare.
Se il palato è molto stretto o alto, questa posizione diventa più difficile. Diventa molto “scomodo” tenerla appoggiata in alto, quindi inizierà a stare in basso nella bocca.
2. Meno spazio per i denti permanenti
I denti da adultə sono più grandi di quelli da latte.
Se il palato cresce poco in larghezza, quando i denti permanenti eromperanno potrebbe non esserci spazio sufficiente.
3. Impatto sulla respirazione
Un palato più stretto può ridurre lo spazio nasale, rendendo più probabile una respirazione orale o mista.
E influenzerà l’intero equilibrio orofacciale e del corpo.
Il vero problema è l’abitudine
Questo è il messaggio più importante che vorrei trasmettervi con questo articolo.
Non è il ciuccio usato di più in una giornata difficile a modificare la bocca.
È l’abitudine.
Non sono i momenti di sconforto (nostri e dei nostri figli) .
Sono le routine automatiche.
Per esempio:
“glielo do appena saliamo in macchina perché tanto so che piangerà”.
Capisco profondamente questo gesto.
Davvero.
Ma è proprio lì che nasce l’automatismo.
Glielo dai compiendo un gesto automatico.
Ci hai fatto caso?
Il punto è non far diventare il ciuccio la risposta unica.
Il ciuccio influenza solo la bocca?
In realtà no.
La bocca è un sistema integrato.
La posizione della lingua, della mandibola e del palato dialoga con:
forma della testa;
collo;
postura della testa (dritta, in avanti, indietro)
colonna vertebrale;
appoggio dei piedi.
Se la mandibola rimane spesso abbassata per mantenere il ciuccio, questo può interferire con l’equilibrio muscolare del distretto cranio-cervicale.
È impressionante pensare quante cose possano partire da un piccolo oggetto.
Eppure è così.
Partiamo dal principio: come scegliere il ciuccio?
Qui la ricerca recente ci aiuta molto.
Lo studio che ho citato ha confrontato diversi modelli commerciali e ha mostrato che la geometria del ciuccio in effetti conta.
Non tutti i ciucci esercitano le stesse pressioni.
Alcuni distribuiscono le forze in modo più omogeneo sul palato.
Altri concentrano la pressione in aree più critiche.
Cosa preferire
In generale, è preferibile scegliere un ciuccio che:
abbia una forma fisiologica/ortodontica (forma del palato);
favorisca una distribuzione laterale e non solo anteriore della pressione;
permetta alla lingua di assumere una forma più concava e raccolta;
sia realizzato in materiale più morbido e deformabile (evitare le tettarelle dure e rigide).
Lo studio mostra che i materiali più elastici tendono a distribuire meglio le forze, evitando pressioni concentrate in un solo punto.
In pratica:
più morbido = pressione generalmente meno concentrata
anche se la forma resta fondamentale.
Cosa evitare
Meglio evitare modelli:
molto rigidi;
con tettarella troppo voluminosa;
rotondi e simmetrici tradizionali;
non adatti all’età del bambinə.
Per concludere
Il ciuccio non è un nemico.
È uno strumento e come ogni strumento, va usato con consapevolezza.
Usato in alcuni momenti può essere di grande aiuto.
Usato come automatismo costante può influenzare crescita, respirazione e sviluppo orale.
L’obiettivo è la consapevolezza.

