Deglutizione disfunzionale nell’adulto
Quando le abitudini partono da lontano
Ti capita di spingere la lingua in avanti quando deglutisci?
Oppure nessuno te l’ha mai detto, ma hai dovuto portare l’apparecchio più volte perché, dopo un po’, i denti si sono spostati di nuovo?
In alcuni casi, dietro queste situazioni, può esserci quella che chiamiamo spinta linguale anteriore, cioè un movimento della lingua in avanti ogni volta che deglutiamo.
Ma com’è possibile che la lingua sposti i denti?
È una domanda che moltə si fanno.
La lingua è una struttura morbida e, in alcuni casi, nemmeno particolarmente “forte”. Eppure può influenzare in modo significativo la posizione dei denti.
Il motivo è semplice: non conta solo la forza, conta soprattutto la frequenza.
Deglutiamo più di 1500 volte al giorno, tutti i giorni.
Ogni singolo atto deglutitorio rappresenta una piccola pressione sui denti anteriori. Presa da sola può sembrare minima, ma ripetuta centinaia e centinaia di volte nel tempo diventa determinante.
È il classico principio della goccia che scava la roccia: un piccolo stimolo, se costante, può modificare anche strutture apparentemente stabili.
Ed è esattamente ciò che può succedere ai denti.
Perché succede? Le abitudini partono spesso da lontano
Il modo in cui muoviamo la bocca, mastichiamo, deglutiamo e articoliamo i suoni deriva da una combinazione di fattori genetici e stimolazioni ricevute nei primi anni di vita.
Da un lato c’è una componente familiare: può capitare, per esempio, di ritrovare in famiglia alcune caratteristiche simili, come una s interdentale o una r uvulare.
Dall’altro lato, però, il ruolo dell’esperienza precoce è enorme.
Quando nasciamo, la bocca è uno dei principali canali attraverso cui conosciamo il mondo. Attraverso la suzione, il contatto, l’esplorazione orale e tutte le informazioni sensoriali che arrivano a labbra, lingua, palato e guance, il sistema nervoso costruisce progressivamente schemi motori sempre più complessi, cioè impara a fare movimenti sempre più precisi e raffinati.
La bocca si muove in modo diverso in base alle stimolazioni che riceve, giorno dopo giorno.
Ogni stimolo ricevuto nei primi mesi e nei primi anni contribuisce a organizzare le risposte muscolari e le funzioni orali future.
Per questo oggi c’è così tanta attenzione verso:
uso prolungato del ciuccio;
utilizzo eccessivo del biberon;
modalità di alimentazione nei primi mesi;
respirazione orale precoce;
qualità degli stimoli orali nel neonat*;
Tutto lascia una traccia.
La stessa abitudine non ha lo stesso effetto in tutti
La traccia lasciata dalle esperienze precoci non è uguale per tuttə.
Entrano in gioco:
predisposizione genetica;
equilibrio muscolare;
capacità di adattamento dell’organismo.
Per esempio, un uso eccessivo e prolungato del ciuccio in una persona può favorire principalmente una deglutizione deviata.
In un’altra, invece, può associarsi a un quadro più complesso, con:
respirazione orale;
deglutizione disfunzionale;
adenoidi e tonsille frequentemente infiammate;
alterazioni posturali;
modifiche dello sviluppo cranio-facciale.
Lo stesso fattore iniziale può produrre effetti diversi in base alla propria situazione specifica e al proprio organismo.
Quando il problema non viene intercettato presto
Fortunatamente oggi questa condizione viene sempre più spesso riconosciuta in età precoce, intorno ai 6-7 anni, e può essere trattata efficacemente con la terapia miofunzionale logopedica.
Intervenire presto permette di guidare lo sviluppo delle funzioni orali e di ridurre il rischio che il problema si trascini fino all’età adulta.
Purtroppo, però, non sempre accade.
Non tutti i professionisti hanno una formazione specifica nell’osservazione delle funzioni orali, quali:
deglutizione;
respirazione;
masticazione;
articolazione verbale.
Può quindi succedere che l’attenzione si concentri esclusivamente sulla struttura, cioè sull’allineamento dei denti, senza valutare come stanno lavorando i muscoli che agiscono su quella struttura.
Perché i denti si spostano di nuovo dopo l’apparecchio?
È una situazione molto frequente nell’adulto.
Si esegue il trattamento ortodontico, i denti si allineano correttamente, il risultato estetico è ottimo… ma dopo mesi o un anno i denti iniziano lentamente a tornare verso la posizione iniziale.
Non è un caso.
Significa che c’era un disequilibrio nei muscoli e nel loro modo di muoversi.
Se la lingua continua a spingere in avanti durante la deglutizione, la causa che ha contribuito allo spostamento iniziale resta presente.
Per questo motivo, il trattamento strutturale da solo può non essere sufficiente.
Quando si interviene sulle strutture del cavo orale, è sempre utile affiancare una valutazione del comportamento muscolare.
Non basta osservare come sono fatti i denti: è fondamentale capire come lavorano i muscoli intorno a quei denti.
Una valutazione logopedica miofunzionale permette di osservare:
postura della lingua a riposo;
modalità di deglutizione;
respirazione orale o nasale;
equilibrio delle labbra e della muscolatura periorale;
pattern (movimenti) masticatori.
Questo consente di supportare il trattamento ortodontico e di ridurre il rischio di recidiva.
Se vuoi sapere come funziona una valutazione logopedica miofunzionale, te ne ho parlato qui.
Prevenzione: il lavoro inizia molto prima
Molto spesso l’adultə che oggi porta un morso aperto, una recidiva ortodontica o una deglutizione disfunzionale è statə, anni fa, un neonatə con una storia orale che meritava di essere osservata.
È per questo che nel mio lavoro parlo tanto di prevenzione: non per creare preoccupazione, ma per aiutare i genitori a leggere precocemente i segnali della bocca che cresce.
Respirazione, suzione, ciuccio, biberon, alimentazione complementare: tutto contribuisce a costruire le funzioni orali future.
Capire cosa osservare nei primi mesi può fare davvero la differenza nel lungo termine.
Se vuoi approfondire questo tema, qui trovi l’articolo dedicato alla prevenzione nel neonatə.
Alla prossima,

