Il tuǝ bambinǝ si attacca, ma qualcosa non torna?
Forse non è solo un problema di posizione
Sei in ospedale. Il tuǝ bambinǝ è nato da poche ore e in sala parto non è riuscitǝ ad attaccarsi al seno. Adesso sei in camera, probabilmente ancora un po' frastornata da tutto quello che è successo. Sei stanca, hai dolore, sei emozionata e contemporaneamente senti un amore difficile da spiegare. Lǝ guardi e non riesci quasi a credere che sia davvero lì, accanto a te.
Dopo qualche ora passa l'ostetrica e ti dice che è il momento di provare ad attaccarlǝ. Ti spiega come prenderlǝ, come posizionarlǝ, come avvicinarlǝ al seno. Ti aiuta a sistemarti, magari aggiusta un cuscino, ti mostra come sostenere il bambinǝ e come portarlǝ verso di te. Tu ascolti con attenzione, perché vuoi fare bene. Vuoi imparare. E in quel momento ti affidi completamente alla persona che hai davanti.
Poi il bambinǝ si attacca.
E senti dolore.
Lo dici. “Mi fa male”. Ma ti viene spiegato che un po' di dolore può essere normale, soprattutto nei primi giorni, che il seno deve abituarsi, che anche il bambinǝ deve imparare. E ti fidi. Devi solo fare un po' di pratica, ti dici. La prossima poppata andrà meglio.
Nel frattempo, però, l'ostetrica deve andare. Ci sono altre mamme da aiutare, altre poppate da seguire, la collega da sostituire, la documentazione da compilare. E tu rimani lì, con il tuǝ bambinǝ attaccatǝ al seno e con quella sensazione un po' difficile da definire: non sei sicura che sia andata bene, ma non sai nemmeno esattamente cosa dovrebbe essere diverso.
Così continui.
Perché, di nuovo, ti fidi. Ti hanno spiegato come fare e vuoi soltanto che il tuǝ bambinǝ stia bene.
Poi torni a casa e ti ritrovi nella stessa situazione, ma questa volta senza una persona accanto a te che possa aiutarti.
Il bambinǝ si attacca, ma non sempre nello stesso modo. Alcune poppate sembrano andare bene, altre molto meno. Il dolore c'è ancora. Magari compare una ragade, poi sembra migliorare, poi ritorna. Qualche volta hai la sensazione che il seno non venga svuotato bene e, dopo qualche giorno, arriva anche un ingorgo.
Allora chiedi nuovamente aiuto. Il/La pediatra ti invia al servizio territoriale e anche lì qualcuno osserva la poppata, ti spiega come tenere il bambinǝ, come cambiare posizione, come riconoscere un buon attacco, come capire se il bambinǝ è ben posizionatǝ. Ha corretto alcune cose che facevi che evidentemente non andavano bene.
E questa volta senti di avere davvero tutti gli strumenti.
Hai capito come dovrebbe essere la posizione. Sai cosa osservare. Sai che il bambinǝ deve essere ben allineatǝ, che deve aprire bene la bocca, che l'attacco dovrebbe essere profondo. Ci fai attenzione, anche perché ormai hai imparato a guardare ogni dettaglio.
Eppure, nonostante tutti gli sforzi, continui ad avere la sensazione che qualcosa non torni.
Non sempre il bambinǝ riesce ad attaccarsi bene. A volte sembra fare più fatica. Alcune poppate sono molto lunghe, altre sembrano poco efficaci. Ogni tanto hai ancora dolore. E ogni tanto ritorna quel problema al seno che pensavi di aver finalmente risolto.
E allora cominci a chiederti: “Ma è giusto che sia così?”
Perché tu hai chiesto aiuto. Sei già stata vista. Ti hanno spiegato come fare. Hai seguito le indicazioni.
Allora cosa manca?
Forse non manca qualcosa che tu non sai fare, Forse manca semplicemente qualche pezzo da osservare.
Forse manca qualche pezzo
Una poppata non è fatta soltanto di posizione e attacco. Sono fondamentali, certo.
Ma non sono gli unici elementi che possono influenzare il modo in cui un neonatǝ riesce a nutrirsi.
Quando un bambinǝ deve succhiare al seno, deve coordinare contemporaneamente diverse funzioni: suzione, deglutizione e respirazione.
E per farlo ha bisogno anche di un corpo che gli permetta di organizzare questi movimenti.
La posizione al seno è quindi importante.
Ma prima ancora possiamo chiederci:
come sta il bambinǝ dentro quella posizione?
I muscoli, la coordinazione dei loro movimenti…qualcuno l’ha attenzionata?
Il suo corpo, la stabilità della sua postura, le eventuali tensioni…qualcuno le ha guardate?
Ci sono delle domande che devono entrare nella valutazione di una poppata e che ancora spesso non vengono fatte:
Come tiene la testa e come la muove?
Riesce a ruotarla facilmente da entrambi i lati? Ha una preferenza molto marcata per una direzione? Durante la poppata mantiene la testa stabile oppure tende continuamente a spostarsi?
Come si organizza il corpo?
Il tronco è ben contenuto? Il bambinǝ riesce a mantenere una posizione sufficientemente stabile oppure sembra continuamente in movimento? Le gambe e le braccia sono molto rigide o, al contrario, poco organizzate?
Ci sono tensioni?
Ci sono asimmetrie?
Un lato del viso appare diverso dall'altro? Il bambinǝ sembra utilizzare maggiormente un lato? Preferisce sempre la stessa posizione?
Queste informazioni, prese singolarmente, non ci permettono di stabilire quale sia il problema.
Ma messe insieme possono aiutarci a capire come quel bambinǝ sta organizzando la sua funzione.
Perché la postura può influenzare la suzione?
Immagina di dover compiere un movimento preciso mentre qualcuno ti tiene il collo in una posizione scomoda.
Probabilmente riusciresti comunque a farlo. Ma dovresti compensare (cioè usare altri muscoli per sistemare la posizione e riuscire a compiere il movimento), fare più fatica, trovare un modo alternativo per riuscirci.
Per un neonatǝ è simile.
La suzione è una funzione complessa che richiede coordinazione tra diverse strutture.
Per poter muovere in modo efficace mandibola, lingua e labbra, il bambino ha bisogno anche di una buona organizzazione posturale.
Se la testa non è ben allineata, se c'è una marcata preferenza di rotazione o se il bambinǝ fatica a mantenere una posizione stabile, la funzione orale può diventare più impegnativa da organizzare.
E questo può essere particolarmente evidente durante l'allattamento.
Ovviamente con questo non voglio dire che ogni difficoltà di allattamento dipenda dalla postura. E nemmeno che ogni bambinǝ che presenta una preferenza posturale abbia necessariamente un problema di suzione.
Significa solo che quando qualcosa non funziona, vale la pena osservare più di un elemento e affidarsi a diversǝ professionistǝ che ruotano intorno al neonatǝ per una visione a 360°
Questo non significa che qualcuno abbia sbagliato
Vorrei sottolinearlo.
Se ti è stato spiegato come posizionare il bambinǝ, come favorire un buon attacco e come riconoscere una poppata efficace, quelle indicazioni sono importanti. E se continui ad avere difficoltà, non significa necessariamente che qualcuno non abbia fatto bene il proprio lavoro. A volte semplicemente manca un pezzo della valutazione.
L'allattamento coinvolge competenze diverse e, soprattutto quando una difficoltà persiste, può essere necessario mettere insieme più punti di vista.
È proprio da questa esigenza che nasce Spazio Allattamento.
Spazio Allattamento nasce con l'idea di non costringere una famiglia a passare da un professionista all'altro, raccontando ogni volta la stessa storia.
L'obiettivo è creare uno spazio in cui la situazione possa essere osservata in modo integrato. Perché una difficoltà durante l'allattamento ha bisogno di essere letta da più prospettive. La posizione e la gestione dell'allattamento. La suzione e le funzioni orali. La postura e il movimento. perché quando una mamma sente che qualcosa non torna, quella sensazione merita di essere ascoltata e trasformata in informazioni e in supporto totale.
Se ti hanno già spiegato tutto, ma qualcosa continua a non tornare
Forse non hai bisogno dell'ennesima spiegazione su come attaccare il bambinǝ.
Forse hai bisogno che qualcuno si fermi a osservare il bambinǝ nella sua interezza mentre mangia. Come si posiziona. Come si muove. Come respira. Come usa la bocca. Come coordina tutto questo durante la poppata.
Se ti riconosci in questa situazione e senti che, nonostante le indicazioni ricevute, qualcosa continua a non funzionare, puoi portare la tua esperienza a Spazio Allattamento.


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