Quale tettarella scegliere per il biberon?
La risposta non è quella che ti aspetti.
Se hai iniziato a cercare una tettarella per il tuǝ bambinǝ, o stai per farlo, probabilmente ti sei trovato davanti a decine di modelli.
Tettarella anatomica, fisiologica, ortodontica, anticolica, a base larga, a base stretta, triangolare, "come il seno", flusso lento, medio, veloce…
A quel punto è inevitabile chiedersi:
Qual è la migliore?
Te lo dico subito: secondo le evidenze scientifiche più recenti, non esiste una tettarella migliore in assoluto. Esistono invece tettarelle che possono essere più o meno adatte a un determinato bambinǝ, in una determinata fase del suo sviluppo e, soprattutto, in base al motivo per cui il biberon viene utilizzato.
Ed è proprio questo che spesso manca quando si sceglie un biberon.
Prima della tettarella
Quando parlo con una famiglia, la prima domanda non è mai:
"Quale tettarella avete comprato?"
La prima domanda è:
"Perché il vostrǝ bambinǝ ha bisogno del biberon?"
La risposta cambia completamente il ragionamento.
È una poppata occasionale perché la mamma deve assentarsi qualche ora?
Si tratta di latte materno estratto?
È un'alimentazione mista?
Il bambinǝ è natǝ prematuro?
Si affatica al seno e ha bisogno di un'integrazione temporanea?
Oppure l'allattamento al seno non è stato possibile?
Sono situazioni molto diverse tra loro.
E molto probabilmente non avranno tutte bisogno della stessa tettarella.
Un cambio di prospettiva
Negli ultimi anni la ricerca ha posto sempre più attenzione a un concetto chiamato alimentazione responsiva.
Significa che nutrire un bambinǝ non vuol dire semplicemente offrirgli del latte, ma vuol dire osservare i suoi segnali, rispettare i suoi tempi, lasciargli la possibilità di fare pause, riconoscere quando ha ancora fame e quando, invece, è saziǝ.
In altre parole, anche quando utilizziamo un biberon, l'alimentazione continua a essere una relazione.
Per questo motivo il biberon non dovrebbe essere considerato soltanto uno strumento tecnico, ma parte di un'interazione che coinvolge il bambinǝ e chi si prende cura di lǝi.
Il seno e il biberon non funzionano nello stesso modo
Una delle convinzioni più diffuse è che alcune tettarelle siano "uguali al seno", normale…ce lo fanno credere.
In realtà, la letteratura ci dice che nessuna tettarella riesce a riprodurre completamente la biomeccanica dell'allattamento.
Quando un bambinǝ si attacca al seno, il capezzolo e parte dell'areola vengono modellati dalla sua bocca.
La lingua, insieme alla mandibola e al palato, compie movimenti ritmici e peristaltici che permettono di estrarre il latte attraverso una combinazione di pressione negativa e compressione.
La tettarella del biberon, invece, ha una forma già definita.
Non si adatta alla cavità orale nello stesso modo e offre una risposta elastica diversa.
Le diverse tipologie di tettarella
Oggi il mercato propone moltissime tipologie di tettarella.
È facile lasciarsi convincere da slogan come:
"non interferisce con l'allattamento";
"riproduce il seno materno";
"favorisce lo sviluppo orale";
"anticolica".
Ma la realtà è un po' più complessa. Proviamo passare in rassegna le più frequenti e vediamo insieme che messaggio portare a casa oggi.
Tettarelle a base ampia
Sono progettate per favorire un'apertura più ampia della bocca.
Se utilizzate correttamente, possono facilitare un attacco in cui le labbra arrivano vicino alla base della tettarella e la lingua riesce ad appoggiarsi più estensivamente sotto di essa.
Questo potrebbe aiutare a mantenere un'impronta funzionale più vicina a quella richiesta durante una poppata al seno.
Tuttavia, non tutti i bambinǝ riescono ad aprire la bocca nello stesso modo e non tutte le tettarelle a base ampia sono uguali.
Tettarelle ortodontiche o anatomiche
Sono progettate con forme che cercano di guidare la posizione della lingua o distribuire diversamente le pressioni all'interno della bocca. Interessanti. Ad oggi, però, non esistono evidenze che dimostrino un vantaggio universale rispetto ad altre forme.
Tettarelle triangolari
Negli ultimi anni sono comparse tettarelle dalla forma triangolare e prive dello scalino tra punta e base.
Secondo i produttori, questa geometria potrebbe favorire una maggiore stabilità del sigillo labiale e una migliore distribuzione delle pressioni esercitate dalla lingua.
Anche in questo caso, però, la ricerca invita alla prudenza: l'efficacia sembra dipendere molto di più dal flusso del latte, dalla rigidità del materiale e dall'interazione tra lingua e palato che dalla sola forma triangolare.
E il materiale?
Silicone o lattice? Le differenze riguardano soprattutto morbidezza, elasticità e durata.
Alcunǝ bambinǝ mostrano preferenze individuali, ma la letteratura non indica un materiale come superiore all'altro dal punto di vista dello sviluppo delle funzioni orali.
Più della forma conta il flusso
Se c'è un aspetto sul quale la ricerca è molto più concorde, è questo.
Il flusso della tettarella conta più della sua forma.
Studi recenti hanno dimostrato che due tettarelle dichiarate "flusso lento" possono avere velocità di uscita del latte completamente diverse.
E questo cambia il modo in cui il bambinǝ succhia.
Un flusso troppo veloce può rendere difficile coordinare suzione, deglutizione e respirazione.
Un flusso troppo lento può affaticare il bambinǝ (alcunǝ bambinǝ) e rendere la poppata poco efficace.
Per questo motivo non basta leggere ciò che è scritto sulla confezione.
Bisogna osservare come quella tettarella si comporta con quel bambinǝ.
Come viene offerto il biberon
Il comportamento del bambinǝ durante la poppata dipende anche da:
la posizione in cui viene tenuto;
l'inclinazione del biberon;
la possibilità di fare pause;
il rispetto dei segnali di fame e sazietà;
la velocità con cui il latte arriva in bocca.
Per questo motivo oggi si parla sempre più spesso di paced bottle feeding, cioè alimentazione con biberon a ritmo controllato.
L'obiettivo non è rallentare artificialmente la poppata.
È permettere al bambinǝ di mantenere il controllo del ritmo, proprio come accade durante l'allattamento al seno.
In pratica significa:
sostenere il bambinǝ in posizione semi-eretta;
mantenere il biberon quasi orizzontale, riempiendo di latte solo la punta della tettarella;
attendere un'apertura ampia della bocca prima di offrirla;
concedere pause spontanee;
osservare continuamente i segnali del bambinǝ;
non incoraggiarlǝ a terminare il latte se mostra chiaramente di essere saziǝ.
La ricerca suggerisce che questo modo di offrire il biberon può avere un impatto maggiore sul comportamento della poppata rispetto alla sola geometria della tettarella.
Allora come si sceglie una tettarella?
È qui che entra in gioco una valutazione personalizzata. Durante una consulenza non si sceglie semplicemente una marca o un modello, ma bisogna osservare il bambinǝ e soprattutto capire quale è lo scopo per cui si vuole/deve usare un biberon.
Bisogna capire:
perché viene utilizzato il biberon;
se il bambinǝ viene anche allattato al seno;
come coordina suzione, deglutizione e respirazione;
se mantiene bene il sigillo con le labbra;
come lavora la lingua;
se si affatica;
se perde latte dagli angoli della bocca;
se ingerisce molta aria;
quale flusso gli permette di alimentarsi in modo efficace senza andare in difficoltà.
Solo dopo queste osservazioni ha senso scegliere quale tettarella possa facilitare maggiormente quella specifica situazione.
Perché la stessa tettarella che rappresenta un'ottima scelta per un bambinǝ potrebbe non esserlo affatto per un altro.
Il messaggio che vorrei lasciarti
Quando scegli una tettarella, la domanda da farsi è:
"Quale strumento può aiutare il miǝ bambinǝ ad alimentarsi nel modo più efficace, sereno e rispettoso delle sue competenze, considerando la nostra situazione?"
La risposta arriva consultando una consulente per l’allattamento, che sappia indirizzare la scelta comprendendo lo scopo e l’anatomia.
Questo è anche quello che facciamo nello Spazio Allattamento.
Per questo motivo, prima di acquistare una nuova tettarella, può essere utile confrontarsi con una professionista esperta in allattamento e sviluppo delle funzioni orali. Non per trovare il modello "perfetto", ma per scegliere insieme lo strumento più adatto a quel bambino, in quel momento della sua crescita.

