Biberon e bocca del bambin*: cosa può interferire con lo sviluppo

Il biberon è uno strumento utile e, in molti casi, necessario. Viene utilizzato quando la mamma non è sempre disponibile, può contenere latte materno tirato oppure in formula, e permette di nutrire il bambinə garantendo continuità e sicurezza.

Parlare di fattori di rischio significa comprendere quando, come e per quanto tempo il suo utilizzo può interferire con lo sviluppo delle funzioni orali e dell’equilibrio muscolare della bocca. Sapere ci permette di scegliere e avere il controllo della situazione.

L’obiettivo di questo articolo è informativo e preventivo: offrire strumenti di comprensione, non generare ansia.

Disclaimer

Nei casi in cui il bambinə venga allattatə sia al seno che con il biberon, è fortemente consigliata una valutazione della suzione prima di introdurre una specifica tettarella.

Ogni bambinə ha un proprio pattern di suzione. Introdurre una tettarella non adeguata può interferire con:

  • l’organizzazione della suzione;

  • il lavoro coordinato di lingua, labbra e mandibola;

  • il tiraggio efficace al seno.

Una scelta guidata e individualizzata riduce il rischio di interferenze funzionali che porterebbero ad una diminuzione della produzione del latte materno. 

Quando il biberon può interferire con lo sviluppo orofacciale

Alcune caratteristiche delle tettarelle comunemente in commercio possono non sostenere, o addirittura ostacolare, lo sviluppo armonico delle funzioni orali e dell’equilibrio muscolare della bocca.

Di seguito analizziamo i principali aspetti critici, alla luce delle evidenze disponibili.

1. Materiale troppo rigido

Tettarelle costruite con materiali eccessivamente rigidi:

  • richiedono una forza di compressione elevata;

  • non permettono un adattamento dinamico alla bocca del bambinə;

  • alterano il tipo di attivazione muscolare richiesto.

Questo porta il bambinə a compensare, utilizzando schemi motori meno funzionali.

2. Richiesta di forza eccessiva

Quando la tettarella richiede una forza importante per essere schiacciata:

  • il lavoro non è distribuito in modo equilibrato tra lingua, labbra e mandibola,

  • si favorisce un’attivazione marcata del muscolo del mento a discapito dei muscoli delle labbra

Il risultato è un movimento di suzione più “grossolana”, che fa lavorare meno i muscoli della bocca. 

3. Inestensibilità

Le tettarelle perlopiù sono poco estensibili, di conseguenza:

  • non seguono il movimento fisiologico della lingua,

  • non permettono un’adeguata modulazione intraorale,

  • riducono la capacità del bambinə di regolare attivamente il flusso.

Questo limita l’apprendimento motorio e la qualità del controllo funzionale.

4. Ingombro eccessivo

Tettarelle troppo grandi o voluminose possono:

  • occupare uno spazio eccessivo nel cavo orale,

  • modificare la posizione della lingua,

  • interferire con la corretta chiusura labiale.

  • aumentare il rischio di adattamenti disfunzionali, soprattutto se il foro viene allargato ( o favorire un effetto di tappo linguale sul foro del bibe).

Nel tempo, questi adattamenti possono influenzare le posture di riposo e i pattern di movimento.

5. Modifica della posizione della lingua

Con molte tettarelle la lingua:

  • arretra e si abbassa,

  • perde il suo ruolo attivo nella gestione del flusso,

  • è costretta ad adattarsi a una forma che non rispetta la fisiologia.

Questo può avere ripercussioni sia sulla deglutizione sia sulla postura linguale di riposo.

6. Fuoriuscita del latte senza comando linguale

Quando il latte fuoriesce senza che la lingua debba attivarsi:

  • il bambinə non impara a regolare il flusso,

  • si riduce l’esperienza sensomotoria,

  • la suzione diventa passiva.

La funzione perde qualità, anche se l’alimentazione sembra “efficace”.

Il vero moltiplicatore del rischio: il tempo

Aldilà delle caratteristiche che di per sè rendono sfavorevole una suzione al beberon per la crescita cranio facciale, ciò che davvero rende ancora più difficile la crescita equilibrata delle strutture è la durata dell’utilizzo nel tempo.

Molti genitori pensano:

“Lo usa solo per bere il latte al mattino e alla sera, che male potrà fare?”

Il punto non è la singola poppata, ma:

  • la ripetizione quotidiana,

  • la persistenza negli anni,

  • l’associazione con una fase di crescita e maturazione cruciale.

Le abitudini orali protratte nel tempo hanno un impatto cumulativo.

Cosa ci dice la ricerca: uno studio del 2005

Nel 2005 è stato condotto uno studio su bambinə di età compresa tra 4 e 4,8 anni, utilizzatori di biberon.

I bambinə sono stati suddivisi in due gruppi:

Gruppo 1

  • Eliminazione del biberon;

  • Terapia Miofunzionale (TMF).

Gruppo 2

  • Solo eliminazione del biberon, senza effettuare Terapia Miofunzionale

Sono state poi effettuate valutazioni post-trattamento a 60 e 180 giorni.

Risultati

  • Gruppo 1:

    • modelli di deglutizione adeguati già a 60 e 180 giorni,

    • posizione di riposo della lingua adeguata dopo 180 giorni.

  • Gruppo 2:

    • dopo 180 giorni non si osserva un miglioramento significativo della posizione di riposo della lingua.

Conclusione dello studio

La Terapia Miofunzionale, associata alla rimozione dell’abitudine viziata, ha consentito una evoluzione più rapida ed efficace del modello di deglutizione e della posizione di riposo della lingua.

(Dati analizzati con test di Mann-Whitney e Wilcoxon, p < 0.05)

Tirando le fila: prevenzione, non allarmismo

Il messaggio di questo articolo non è creare paura.

Le alterazioni funzionali e strutturali descritte sono, nella maggior parte dei casi, trattabili attraverso:

  • percorsi ortodontici mirati,

  • interventi logopedici specifici,

  • un lavoro integrato tra professionisti.

Ma oggi, con le conoscenze che abbiamo, ignorare la prevenzione non ha senso.

Capire:

  • come regolare l’uso del biberon,

  • quando ridurne o interromperne l’utilizzo,

  • quali caratteristiche scegliere,

significa offrire ai bambini un contesto che favorisca lo sviluppo armonico delle funzioni orali.

Prevenzione vuol dire consapevolezza, scelte informate e accompagnamento competente. Non perfezione. Non ansia.

Fonti

  • Lescano de Ferrer A., Varela de Villalba T.E. (2006). Effect of the suction-swallowing action on orofacial development and growth. Rev Fac Cien Med Univ Nac Cordoba, 63(2 Suppl), 33–37.

  • Arraes dos Santos Jacinto Lima A. et al. (2016). Effects of conventional and orthodontic pacifiers on the dental occlusion of children aged 24–36 months. BSPD, IAPD, John Wiley & Sons.


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Terapia miofunzionale: da dove si parte e come si costruisce un percorso efficace - Parte 1

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Perché proporre uno screening del frenulo linguale nei primi 12 mesi: ciò che valutiamo e perché conta