La bocca non è solo bocca

Se c’è una cosa che osservo ogni giorno lavorando con i neonatə è questa:
la natura ha progettato il sistema per funzionare.

La maggior parte dei bambinə nasce con le competenze per alimentarsi al seno.
Quando qualcosa si interrompe o è faticoso, significa che c’è un ostacolo da intercettare.

E il primo anno di vita è il momento migliore per farlo.

Perché il sistema è plastico.
Perché le funzioni si stanno organizzando.
Perché piccoli cambiamenti producono effetti enormi.

La prima palestra delle funzioni orali

La bocca del neonatə serve per nutrirsi, per trovare conforto e successivamente per esplorare e conoscere.

Tutto parte dalla suzione.

Da questo schema motorio nasceranno:

  • la deglutizione;

  • la masticazione;

  • l’articolazione dei suoni;

  • lo sviluppo armonico delle strutture orofacciali.

Per attaccarsi al seno un neonatə:

  • attiva numerosi muscoli della bocca e del volto;

  • coordina suzione, deglutizione e respirazione.

È un lavoro complesso.
È apprendimento motorio.

Oltre alla nutrizione, si tratta di un’ organizzazione neurologica.

E ciò che viene appreso in questa fase è profondamente predittivo per il dopo.

Perché così presto

Oggi sappiamo che:

  • le malocclusioni interessano circa il 56% dei bambinə;

  • le apnee ostruttive del sonno in età pediatrica hanno una prevalenza tra l’1 e il 5%.

Questi numeri ci dicono una cosa precisa:

lo sviluppo delle funzioni orali merita attenzione precoce.

Se vogliamo davvero fare prevenzione, il nostro lavoro deve partire da qui.

Quando la suzione incontra un ostacolo

Se lo schema di suzione non riesce ad organizzarsi in modo efficace, il bambinə troverà delle strategie di compenso.

E i compensi, nel tempo, modificano la funzione.

La suzione non dipende mai da un solo elemento.

Quando valuto un lattante osservo un sistema.

L’allattamento procede o si interrompe sempre per una combinazione di fattori:

  • caratteristiche anatomiche del bambinə;

  • qualità dell’organizzazione motoria della suzione;

  • tipo di stimolazioni ricevute;

  • eventuale uso di ausili che interferiscono (ciuccio, biberon, …);

  • funzionamento del sistema materno.

  • dinamica della diade mamma–bambinə.

È questo che ci porta, inevitabilmente, al lavoro multidisciplinare, te ne ho parlato qui.

Dai riflessi alla funzione

All’inizio la suzione è riflessa.
Poi, intorno ai 3–4 mesi diventa volontaria. Si tratta di una fase di riorganizzazione profonda.

Ed è proprio qui che spesso, emergono difficoltà.
Non a caso è il periodo in cui si osserva più spesso una riduzione dei tassi di allattamento.

Se nei primi mesi la produzione di latte è regolata dagli ormoni.

In questa fase diventa dipendente da quanto il seno viene svuotato, è una produzione calibrata sulla richiesta del bambinə.

Ecco perchè molte madri percepiscono di “avere meno latte”.

In questa fase valutare la suzione può fare la differenza tra interrompere e proseguire l’allattamento.

Perché quando la funzione migliora:

  • il seno viene stimolato meglio;

  • la produzione si adatta;

  • si evitano aggiunte non necessarie.

Il logopedista formato in questo ambito, è in grado di intercettare un pattern di suzione poco efficace e:

  • sostenere una funzione ancora plastica;

  • evitare l’instaurarsi di compensi;

  • proteggere la prosecuzione dell’allattamento;

  • creare basi favorevoli per tutte le funzioni orali future.

Perché ciò che accade nel primo anno sta organizzando il funzionamento della bocca per gli anni successivi.

Per questo, quando c’è un problema nell’allattamento i miei primi pensieri vanno alla funzione.

Intervenire nel primo anno significa accompagnare un’organizzazione che è ancora in costruzione.

Con uno sguardo precoce possiamo:

  • rendere la suzione più efficace e meno faticosa;

  • sostenere la produzione di latte in modo fisiologico;

  • proteggere l’allattamento;

  • favorire lo sviluppo armonico delle funzioni orali future.

È questo il cuore della prevenzione:
non aspettare che compaiano le difficoltà,
ma leggere i segnali quando il sistema è ancora plastico e modificabile.

Agendo sulla bocca del neonato oggi possiamo agire sul modo in cui respirerà, masticherà, parlerà e dormirà domani.

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Funzioni orali nel primo anno di vita: il ruolo della logopedista