Terapia MioFunzionale: da dove si parte e come si costruisce un percorso efficace - Parte 2
Nello scorso articolo abbiamo visto tutti i passaggi preliminari e fondamentali che servono prima di iniziare una terapia logopedica miofunzionale. Se te lo sei perso, te lo lascio qui.
Oggi entriamo nel vivo del trattamento.
Condividere obiettivi chiari prima di iniziare
Solo quando il quadro è chiaro si definiscono gli obiettivi di trattamento, che vengono condivisi con il paziente (o con i genitori).
Gli obiettivi devono essere:
realistici;
misurabili;
comprensibili;
adattati all’età e al contesto di vita.
Sapere dove si sta andando è fondamentale per costruire un percorso solido e rispettoso dei tempi di ciascuno.
Per ognuno di questi obiettivi si definiscono una serie di giochi o esercizi che serviranno a raggiungerli e delle attività con cui svolgerli, nel caso dei più piccolə.
Come si svolge la terapia miofunzionale
Spiegare “come si svolge” la terapia non è semplice, perché non esiste un protocollo uguale per tuttə.
La terapia è sempre individualizzata, tecniche, tempi e modi variano tra un paziente e l’altro.
In linea generale, però, il lavoro segue alcune fasi fondamentali.
1. Condizionamento muscolare
Si parte da un lavoro di allenamento mirato dei muscoli che durante la valutazione sono risultati poco efficaci.
È un vero e proprio lavoro di “palestra” per i muscoli del viso e della bocca:
controllo;
precisione;
forza;
coordinazione.
Prima di chiedere a un muscolo di lavorare in una funzione complessa, bisogna essere sicurə che sappia muoversi come vogliamo noi.
2. Allenamento della funzione
Quando i muscoli sono in grado di attivarsi correttamente, si passa all’allenamento della funzione specifica:
masticazione;
deglutizione;
respirazione.
L’obiettivo è accompagnare la persona verso il pattern funzionale corretto, senza forzature.
3. Esercizi o giochi, in base all’età
Gli strumenti cambiano in base a chi si ha di fronte:
esercizi strutturati per adultə e ragazzə;
giochi adattati per i bambinə.
Sono modi diversi di raggiungere gli stessi obiettivi.
4. Generalizzazione
Deglutire, masticare e respirare sono movimenti automatici.
Cambiare un pattern significa renderne automatico uno nuovo.
Per questo si lavora insieme per trovare:
strategie quotidiane;
strumenti pratici;
contesti di utilizzo reali.
L’obiettivo qui è portare il cambiamento nella vita di tutti i giorni.
Un percorso costruito nel tempo
La terapia miofunzionale non promette risultati immediati né soluzioni standard.
È un percorso che richiede:
continuità;
collaborazione;
rispetto dei tempi;
adattamento costante.
Il mio obiettivo non è creare dipendenza dalla terapia, ma promuovere autonomia, consapevolezza e cambiamenti stabili nel tempo.
In conclusione
La terapia miofunzionale è un processo costruito con metodo, a partire dall’osservazione, dalla valutazione, la collaborazione e obiettivi chiari.
Ogni scelta terapeutica ha un motivo, ogni passaggio ha un tempo, ogni proposta viene adattata alla persona che ho di fronte.
Lavorare sulle funzioni orali significa intervenire su automatismi profondi.
Per questo serve gradualità, continuità e una guida che sappia tenere insieme competenza tecnica e realtà quotidiana del paziente.
Che si tratti di un bambinə o di un adultə, l’obiettivo resta lo stesso: sostenere lo sviluppo di funzioni più efficienti e stabili, attraverso un lavoro graduale, consapevole e fondato su obiettivi realistici.
La terapia miofunzionale funziona quando è parte di un progetto più ampio, condiviso, misurabile e orientato al lungo termine.
Si accompagna la persona verso un equilibrio più stabile, autonomo e sostenibile nel tempo.
Se stai valutando un percorso di terapia miofunzionale, spero che questi due articoli ti abbiano aiutato a capire non solo cosa si fa, ma soprattutto perché si fa in questo modo.

