Hanno tagliato il frenulo linguale di mio figlio, ma continuo ad avere dolore mentre allatto: perché?
Oggi ti vorrei parlare di un caso clinico, che vorrei dirti, essere stato l’unico che ho visto. Ma invece no. Purtroppo succede spesso di incontrare situazioni di questo genere nella pratica quotidiana.
Ti racconto di quando il frenulo linguale viene tagliato subito, ma non viene valutato accuratamente.
Premetto che con questo articolo non voglio incolpare nessuno. Come sempre, ognuno fa quello che può, con gli strumenti (e in questo caso le conoscenze) che ha.
Alcune competenze in ambito neonatale sono arrivate (e stanno arrivando) di recente, è ancora un argomento di nicchia, quindi è normale che sia successo, è normale che succeda ancora.
Detto ciò, veniamo alla nostra storia.
Ti parlo di Davide (nome di fantasia), bambino di 5 anni che arriva da me in valutazione perchè ancora non riusciva a pronunciare i suoni /ts/ e /dz/ (quelli che stanno in piZZa e in Zucca, per intenderci) e il suono /r/.
Inizio la raccolta dei dati per l’anamnesi, insieme alla psicologa clinica, che servirà per stilare il profilo funzionale e da subito emerge quello che può sembrare un dettaglio, ma che è il fulcro della nostra storia di oggi:
nei primi giorni di vita la mamma aveva avuto difficoltà ad attaccarlo al seno. In ospedale era stato individuato un frenulo linguale corto e, in seconda giornata, era stata eseguita una frenotomia da parte dell’otorino competente. Senza altre valutazioni, senza altri interventi.
Nei giorni successivi sembrava esserci stato un miglioramento.
L'ostetrica aveva osservato un attacco apparentemente più profondo e la mamma era stata dimessa con la sensazione che il problema fosse stato risolto.
Eppure il dolore non era mai scomparso, continuavano a comparire ragadi. Ma sai cosa c’è? La mamma non si è lamentata. In fodno, il suo bambino cresceva bene: questa mamma aveva una produzione di latte molto abbondante e una straordinaria determinazione.
Aveva continuato ad allattare, nonostante il dolore per due anni.
Finita l’anamnesi, mi segno questo dettaglio, inizio la mia valutazione dal linguaggio e, come sempre, guardo anche in bocca.
E…ta da… vedo questo:
Come fa questa lingua a muoversi liberamente?
Non può.
Questa situazione, aldilà dei tre suoni che mancavano ancora nel parlato di Davide, aveva portato con sè la tendenza a respirare dalla bocca, che aveva portato nel tempo a sviluppare una postura con cifosi accentuata e scapole infuori.
Anche la masticazione avveniva con compensi: la lingua faticava a spostare il cibo verso i molari e quindi Davide masticava prevalentemente davanti, usando gli incisivi.
Il valore dell’intervento precoce.
La storia non si fa con se e con i ma. Non possiamo sapere con certezza l’esito di un intervento svolto diversamente, ma lo possiamo immaginare.
Se il frenulo fosse stato valutato da un logopedista specializzato, se l’allattamento fosse stato sostenuto in modo più approfondito, la lingua sarebbe stata liberata (davvero) prima, si sarebbe seguito lo sviluppo della masticazione, del movimento linguale nei suoni e della respirazione. Una respirazione nasale, aiutata dalla postura linguale corretta a riposo non avrebbe infiammato le adenoidi (sì aveva già subito un intervento di adenoidi), non avrebbe portato al palato stretto, alla cifosi e alle scapole infuori.
E’ quello che succede nel nostro Spazio Allattamento, è quello che succede quando valutiamo e aiutiamo i noenati e le neonate: si interviene prima per dare la possibilità al corpo di integrare i riflessi nel migliore dei modi e di evitare il più possibile compensi che destabilizzano il sistema, creando situazioni che con la crescita sono più difficili da sistemare.
Cosa possiamo imparare da questa storia?
Che il frenulo linguale non è soltanto una questione anatomica e non riguarda solo un professionista. Serve valutarlo bene soprattutto dal punto di vista funzionale. Le due funzioni da valutare nel neonato e nelle neonate sono la suzione e la respirazione. Se queste due non avvengono nel modo corretto, oggi sappiamo che si può agire. Da subito. E quell’azione avrà un impatto enorme, molto più grande di quanto si può avere a cinque anni.
A 5 anni, nel caso di Davide, non si parlava più di allattamento. I genitori erano arrivati per una difficoltà nel linguaggio, ma le conseguenze di quel frenulo poco attenzionato sono state tante e a mio avviso evitabili!
Nel suo caso, oltre all’intervento di adenoidi già effettuato, è stato necessario un trattamento ortodontico con espansore palatale, un percorso fisioterapico per il controllo posturale — che aveva migliorato alcuni aspetti senza risolvere completamente la tendenza alla cifosi — e un intervento logopedico rivolto non solo ai suoni del linguaggio, ma anche alla respirazione e alla masticazione.
A questo si aggiungevano difficoltà attentive e una marcata irrequietezza. Esattamente quello che ci si aspetta da chi respira cronicamente dalla bocca per anni, te ne ho parlato qui.
Naturalmente non è corretto attribuire tutto questo al frenulo linguale o a ciò che è accaduto nei primi giorni di vita. Lo sviluppo è sempre multifattoriale.
Ciò che ci evizenzia questo caso è che quando alcune funzioni orali non lavorano in modo efficiente fin dall'inizio, il bambino o la bambina può costruire adattamenti e compensi che nel tempo coinvolgono sistemi diversi — respirazione, crescita cranio-facciale, alimentazione, postura e, in alcuni bambini/e, anche aspetti legati alla qualità del sonno, dell'attenzione e della regolazione comportamentale.

